Penelope Poirot e l'ora blu - Becky Sharp

Penelope Poirot è tornata, ed è più in forma che mai!


Titolo: Penelope Poirot e l'ora blu • Autore: Becky Sharp • Editore: Marcos y Marcos • N.pagine: 302 • Anno di pubblicazione: 2018 • Copertina flessibile € 18,00

TRAMA
La Signora di un borgo in bilico tra Liguria e Piemonte organizza un convegno sulle fiabe nella sua villa. Per Penelope Poirot è un gradito diversivo dalle incombenze imposte da tanto cognome. Per Velma Hamilton, la sua segretaria, è un rischiosissimo tuffo nel passato: la villa è a Corterossa, paese dei suoi nonni italiani, meta di tutte le estati della sua infanzia. È pericoloso svegliare i ricordi. Tornare sulle rive del lago dove Velma, un tempo, attendeva le fate. Ora si festeggia sull'acqua, tra profumi di griglie, e spari dal bosco accolgono il crepuscolo. Ma proprio sul più bello, quando si vorrebbe lasciarsi andare, c'è una testa che cade. Con il sangue che le scorre nelle vene, Penelope Poirot scopre in fretta che erano in tanti a detestare la vittima. Il cavalier servente, la dottoranda mascolina, il Cristo boscaiolo... insomma, tutti coloro che ruotano intorno alla villa; ma anche Velma? Sì, anche Velma. Sola contro tutti, Penelope Poirot segue accuratamente ogni pista, fino al disvelamento finale, in riva al lago, nell'ora blu. Se le chiedi cosa fa, Becky Sharp ti dirà di essere un'avventuriera della parola scritta e vanterà le sue prodezze da redattrice, copy e traduttrice. Millanterà nobili natali nel regno della filosofia e della critica letteraria. Non paga, insinuerà di essere scrittrice, misteriosa e altresì tradotta oltralpe. In realtà si sospetta che si dedichi ad attività sedentarie e che nei libri, soprattutto, si nasconda.


Puntuale ormai da tre anni in questo periodo, si rinnova per me l'appuntamento con l'illustre nipote del più famoso (ma non di molto, eh) Hercule Poirot, Penelope con il suo chignon rosso, il suo sorriso parigino, le sue mise tutt'altro che discrete e, soprattutto, con "la sagacia che mi viene dal cognome", e con il suo arrivo si rinnova la ventata di ironia e di mistero che pervadono tutti i romanzi di Becky Sharp.
Dopo aver pasteggiato sulle colline del Chianti in "Penelope Poirot fa la cosa giusta" (recensione qui) ed essersi rigenerata sulla costa ligure in "Penelope Poirot e il male inglese" (recensione qui) la nostra novella Jessica Fletcher (sì, perché dove arriva Penelope, prima o poi il morto ci scappa) viene invitata dal suo "amico sentimentale", Francis Travers, ad una convegno sulle fiabe nel castello
di una  nota esperta di studi folklorici, con particolare attenzione al mondo delle fate, situato a Corterossa, un borgo a cavallo tra Liguria e Toscana, 
"un buco di mondo dove tutto nasceva già vecchio, dove tutto sapeva di noto"
accompagnata dalla sua seriosissima assistente Velma Hamilton, la quale stavolta ha fondati motivi per non gioire della vacanza che le si prospetta. Corterossa è infatti il luogo dove risiedevano i nonni di Velma e dove lei ha trascorso tutte le vacanze estive della sua infanzia, in compagnia di una ragazzina di nome Sveva, biondissima ed eterea, con la quale giocavano ad essere fate, Melusina lei e  Morgana l'altra, sulle rive del lago che lambisce i territori del castello.
Tanti sono i segreti che Velma vorrebbe rimanessero nell'oblio dei ricordi, ma riaffiorano non appena  rivede Sveva, ormai diventata serva della Signora del borgo, Edelweiss Gastaldi, colei che da piccole chiamavano Strega. Con Sveva lavora anche sua figlia Viviana, che a Velma ricorda tanto Sveva, gli stessi capelli quasi bianchi, gli stessi occhi sognanti, con l'unica differenza che Viviana sembra essere sotto il giogo della Strega e che da due anni non proferisce parola.
Gli eventi precipitano durante la festa clou dell'evento, quella per festeggiare i 70 anni di Edelweiss
e il suo ritiro dalla scena pubblica, organizzata sulle rive del lago durante l'ora blu, il crepuscolo, l'ora magica nella quale il giorno si congeda salutando la notte che arriva, quando il di lei marito cade a terra, morto stecchito apparentemente a causa di un infarto (e qui io ribadisco il ruolo di portajella dell'ingrombrante Penelope).
Come per le precedenti storie, il romanzo si struttura in due parti, la prima a voce di Velma che ha il compito di introdurre personaggi e vicende e che termina con la dipartita del malcapitato di turno, e la seconda a voce (molto più impertinente) di Penelope che ha il compito di investigare sulle circostanze che hanno condotto alla morte, in questo caso dell'odiatissimo Principe Consorte, Bebe Massone. Già, perché come nei precedenti romanzi, anche in questo, nella più classica delle accezioni gialle, tutti i convenuti hanno un movente per volere la morte di Bebe, e non mancano l'occasione e l'opportunità di reperire l'eventuale arma; e per tutti intendo tutti, stavolta inclusa Velma, la sua assistente.
Spetta a Penelope vagliare tutte le ipotesi e smascherare il colpevole e con il sangue che le scorre nelle vene la soluzione non tarderà ad arrivare.
Anche in questo romanzo la narrazione è intervallata da brani scritti in corsivo, nei quali a parlare questa volta sono le acque del lago, le uniche a conoscenza dei segreti di ogni convenuto, del passato tragico e sofferto degli abitanti del luogo e dei pensieri più reconditi degli invitati alla festa.
Un romanzo che consiglio a tutti gli amanti del giallo in stile Agatha Christie, con la presenza degli elementi cari all'autrice: la decadenza di nobili e parvenue alla quale non vogliono arrendersi, lo humor e il rigore prettamente inglesi in contrapposizione all'ironia sagace e, naturalmente, il cibo, vero, grande ed insostituibile amore della mia amica Penelope (sarà per questo che la adoro?).
Leggetelo, vi regalerà qualche ora di piacevole intrattenimento, intrigandovi e facendovi affezionare alle sue protagoniste e poi anche voi segnerete sul calendario il mese di giugno come "il mese di  Penelope Poirot" in attesa di una sua nuova avventura.
Ringrazio la Casa Editrice per la copia cartacea del libro.


Commenti

  1. Serie che ho voluto sempre provare, e poi adoro i marcos y marcos!

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    1. marcos y marcos mi piace assai! E questa serie è leggera e frizzantina, adatta a questo periodo dell'anno :)

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  2. Devo recuperare anche io! Foto deliziosa <3

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  3. Recensione deliziosa e foto golosa, direi. ;-)
    Lea

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  4. Oddioooooo li voglio tutti questi libri, li ho puntati da un sacco ma non ci sono in ebook!

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    1. Eh no, sono solo in cartaceo e hanno delle copertine deliziose: in libreria fanno un figurone ;)

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