[Questa volta leggo...] The Outsider - Stephen King

Torna l'appuntamento con la rubrica "Questa volta leggo..." che per il mese di marzo ha come argomento il thriller. E quale autore riveste un ruolo principale in questo genere? Ovviamente lui, il solo e inimitabile Re: Stephen King! Oggi vi parlerò quindi della sua penultima pubblicazione: mettetevi comodi, ma non troppo e... guardatevi le spalle!
Titolo: The Outsider • Autore: Stephen • Editore: Sperling & Kupfer • N. pagine 529 • Anno di pubblicazione 2018 • Copertina rigida € 21,90 • Ebook € 15,99

TRAMA
La sera del 10 luglio, davanti al poliziotto che lo interroga, il signor Ritz è visibilmente scosso. Poche ore prima, nel piccolo parco della sua città, Flint City, mentre portava a spasso il cane, si è imbattuto nel cadavere martoriato di un bambino. Un bambino di undici anni. A Flint City ci si conosce tutti e certe cose sono semplicemente impensabili. Così la testimonianza del signor Ritz è solo la prima di molte, che la polizia raccoglie in pochissimo tempo, perché non si può lasciare libero il mostro che ha commesso un delitto tanto orribile. E le indagini scivolano rapidamente verso un uomo e uno solo: Terry Maitland. Testimoni oculari, impronte digitali, gruppo sanguigno, persino il DNA puntano su Terry, il più insospettabile dei cittadini, il gentile professore di inglese, allenatore di baseball dei pulcini, marito e padre esemplare. Ma proprio per questo il detective Ralph Anderson decide di sottoporlo alla gogna pubblica. Il suo arresto spettacolare, allo stadio durante la partita e davanti a tutti, fa notizia e il caso sembra risolto. Solo che Terry Maitland, il 10 luglio, non era in città. E il suo alibi è inoppugnabile: testimoni oculari, impronte, tutto dimostra che il brav'uomo non può essere l'assassino. Per stabilire quale versione della storia sia quella vera non può bastare la ragione. Perché il male ha molte facce. E King le conosce tutte.


A chi di noi non è mai capitato di svegliarsi in piena notte con la certezza di aver sentito un rumore, aprire gli occhi e trovarsi davanti una sagoma identificabile in un intruso, e dopo aver respirato a fondo, chiuso e riaperto gli occhi, accorgersi che si trattava solo di un'illusione della mente. Forse. Perché, anche dopo aver appurato che si trattava solo dei nostri vestiti abbandonati sulla sedia, quella sensazione non ci abbandona.
King è il maestro assoluto nel raccontare questa paura, LA paura, quella non razionale, quella che si infila sotto pelle, quella che induce a voltarsi di scatto, che fa sentire osservati, che fa percepire qualcosa che sfiora la pelle, quella che ti accompagna per molto tempo dopo aver appurato essere infondata. In questo romanzo è proprio la paura primordiale la protagonista, quella che permette all'essere umano di sopravvivere tenendo tutti i sensi in allerta, e che i nostri nonni alimentavano parlandoci del Babau, dell'uomo nero che viene di notte a portare via i bambini cattivi, che si nasconde dentro gli armadi o sotto i letti, pronto a ghermire la sua preda. Questa orrenda figura è presente in tutte le tradizioni popolari ed è l'espediente attraverso il quale King ci parla del Male, della perversione umana della quale sono purtroppo piene le cronache.

"La gente si era fatta l'idea sbagliata che Poe scrivesse racconti fantastici incentrati sul paranormale, in realtà scriveva storie realistiche su psicologie anormali."
La storia prende il via dal brutale assassinio di un ragazzino sul quale sono stati compiuti abominevoli abusi e si dipana come il più classico dei polizieschi, con un'indagine che porta in maniera incontrovertibile ad individuarne l'artefice in uno dei personaggi più rispettabili della cittadina, l'allenatore della squadra di baseball nonché insegnante di inglese, che ha avuto rapporti più o meno stretti con quasi tutti i ragazzini del circondario. Nonostante sembri impossibile agli occhi dei suoi concittadini, tutte le prove conducono a lui, compresa la prova regina, il DNA. Peccato però che nel momento in cui il ragazzino veniva rapito e ucciso, il suo presunto assassino si trovasse a centinaia di miglia di distanza, alla presentazione di un libro in compagnia di tre colleghi. Come è possibile? Questa è la domanda che tormenta il poliziotto incaricato delle indagini, Ralph Anderson, e con lui anche il lettore.
Tutta la prima parte del romanzo si snoda tra prove materiali, interrogatori, conferme e smentite in un crescendo di tensione, fino al cambio di rotta, quello che introduce l'elemento paranormale, imprescindibile nelle narrazioni del Re. E in questo cambio di rotta il lettore verrà preso per mano da un personaggio che gli estimatori di King conoscono già, ossia Holly Gibson già comparsa nella trilogia di Mr. Mercedes. 
In questa seconda parte il lettore verrà portato a pensare che ci sia una spiegazione oggettiva, razionale, a certi accadimenti inspiegabili, salvo poi cambiare idea, credere che forse non sia del tutto escludibile un'interpretazione diversa, irrazionale certo, ma anche possibile. E mentre si viene a patti con il dubbio, sorge la necessità di guardarsi attorno, soprattutto se ci si ritrova a leggere la sera, a letto, immersi nel silenzio più totale...una sbirciatina sotto al letto col cuore in gola è necessaria.
Tanti sono i personaggi che popolano questo romanzo e la penna magistrale di King sa renderli vivi agli occhi del lettore, disegnandoli a tutto tondo con i loro pregi e le loro umane debolezze, e tra tutti Lovie Bolton, madre di Claude, un testimone oculare, che con la sua ironia e la sua forza d'animo mi è entrata nel cuore. Un personaggio che potrei definire secondario ma, come ben sanno gli estimatori di King, nessun personaggio è realmente secondario, sono tutti parte di una perfetta coralità.
Concludo con una frase che racchiude il senso della natura umana
"DEVI e non puoi MAI"
DEVI ascoltare le tue debolezze, ma noi puoi MAI lasciarti andare ad esse.





Vi lascio al calendario delle prossime recensioni. Non fatevi sfuggire questo mese da brivido!

Commenti

  1. King è una certezza, ormai lo so. Ma deve smetterla di scrivere otto libri all'anno perché non faccio in tempo a leggerne uno che ne sono usciti altri dodici. Non riesco a stargli dietro, è umanamente impossibile!

    Detto questo, ho comprato la versione digitale come tutti gli altri suoi libri. Non avrei dove metterli e posso decidere di leggerli quando voglio.

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    1. King è sempre la scelta giusta; è vero che se scrivesse un po' meno sarebbe più semplice per noi stare al passo, ma va bene così ;)

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  2. ho letto un paio di libri suoi e ho capito che non fa per me. Però già ho provato paura leggendo la tua recensione, molto bella, quindi immagino che sia un libro eccezionale

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    1. Non un King ai massimi livelli (altrimenti avrei dato 5) ma un bellissimo romanzo, di quelli che ti accompagnano anche quando sono chiusi e riposti nella libreria

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  3. Ciao Stefania, aspetto tu mi dica se c'è dedica o citazione di King che riguarda Colin Wilson... Ed eventualmente, se mi fai la cortesia di dirmi che c'è scritto, se non è troppo lungo 😉
    Detto ciò, non ne ho letti moltissimi di King. Diciamo che... li centellino? Non sono proprio il mio genere ma ogni tanto, per intervallare altre letture...
    Grazie e buon inizio settimana.
    Ciao, Marina

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    1. Ciao Marina, trovi la citazione in pagina fb. King è uno dei miei autori preferiti, ma anch'io centellino i suoi libri, più che altro perché sono impegnativi emotivamente e in termini di numero di pagine ;)

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  4. io sono una lettrice saltuaria di King e ne ho sempre apprezzato la penna perchè complessa, terrificante e coinvolgente. anche io come chiara ho avuto i brividi solo a leggere la tua recensione. figuriamoci il libro brrrr

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    1. Brrrr! Uno dei pochi autori che sa farti entrare la paura sottopelle pian piano, senza che te ne accorga.

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  5. King! Poco a poco li recupero i suoi libri!
    Tranne il pagliaccio, ovviamente!

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    1. Per il pagliaccio sei esentata, anche se è uno dei suoi migliori. Leggi il Miglio Verde, meraviglioso, sono certa che lo amerai

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  6. Un King davvero in gran spolvero. Peccato per l'intervento del paranormale, un po'.

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  7. Il paranormale è parte del mondo di King. In questo romanzo non è la parte migliore, ma comunque una lettura degna ;)

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  8. Io amo King! Questo lo leggerò tra un po' perchè sto recuperando i mancanti in ordine cronologico

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  9. Io ancora non ho letto nulla di King, nonostante Dolcissima continui a suggerirmelo

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    1. Se posso darti un suggerimento, leggi "Il miglio verde", uno dei miei preferiti

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  10. Non fa per me, sto leggendo IT ma a una lentezza incredibile, credo non sia proprio il mio genere e poi se ci sono bambini martoriati, proprio non riesco!

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  11. King è capace di spaventarti e incuriosirti allo stesso tempo. Un mago nel suo genere!!!

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  12. Messo in lista, ho molti libri di King da recuperare

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  13. King è una garanzia..questo, però mi manca!

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