Pusher - Antonio Ferrara

Trama: In certi quartieri di certe città è più difficile essere bambini, è più difficile crescere, è più facile sbagliare. In certi quartieri di Napoli ci sono ragazzi che vivono di notte, che spacciano droga, che non vanno a scuola. Ma, grazie a uomini e donne che immaginano i bambini e i ragazzi per ciò che potranno diventare, la notte non è fatta solo per questo. La notte è fatta anche per mostrare il proprio coraggio, lo spirito di sacrificio, la determinazione. La notte è fatta anche di lavori onesti e coraggiosi...
 


Titolo: Pusher
Autore: Antonio Ferrara
Casa editrice: Einaudi Ragazzi
Anno pubblicazione: 2017
Pagine: 135
Il libro ha vinto il Premio Bancarellino 2018
 
 
A Pordenonelegge ho finalmente potuto assistere ad un incontro con Antonio Ferrara e già dalle prime battute ho immediatamente compreso che non poteva essere diverso da come me lo avevano presentato i suoi libri. Diretto, divertente, acuto, fortemente empatico. In sua presenza i lettori, giovani o meno giovani, reagiscono con interesse, lasciando cadere inutili barriere. Si crea un legame che è un po' una magia e la presenza di un moderatore diventa quasi un peso. Antonio come prima cosa ha letto il primo capitolo del libro e nonostante tutto abbiamo riso. Nonostante cosa? Pusher, lo dice il titolo, parla di droga e racconta la storia di un giovane spacciatore, di un pusher non per scelta, ma per eredità familiare. C'è chi ha il padre notaio e diventa notaio e chi, come Tonino, ha una famiglia di malavitosi e con "naturalezza" si avvia verso la stessa professione. La sua quotidianità è fatta di sorelle minori che con dita piccole preparano le bustine (senza buttar via nulla, come raccomanda la madre) e da una certa ora in poi il ragazzino "vende" in casa per poi spostarsi in piazza. La regola è non dar mai niente prima di aver preso i soldi. E a scuola non ci può andare, la mattina è stanco, dorme e si alza tardi. Come il pifferaio magico però, giorno dopo giorno, si presenta alla sua porta il professore d'italiano a richiamarlo a scuola e ad una vita giusta, a misura di bimbo, come dovrebbe essere. Un personaggio coraggioso, considerato a chi si contrappone. Questo prof. che non si arrende, che richiama il piccolo pusher ai diritti della sua età è un eroe laico, l'unico rimasto e possibile in un' Italia dove la legge e lo Stato sono concetti astratti e vuoti di significato. E' la forza del singolo che si oppone all'ingiustizia, ma è una storia che purtroppo conosciamo fin troppo bene. Il finale raramente è lieto.
Tonino si lascia tentare e torna in classe:
 
Presi a leggere, finalmente, a leggere il mio sogno, il sogno che volevo realizzare e che a casa non potevo dire, e a leggerlo il sogno mio era il più strano e pazzo e bello di tutti i sogni che si possono sognare. Parlava di me che volevo fare il giornalista, che volevo scrivere sul giornale com'era bella Napoli e i napoletani, e che bei dolci si potevano mangiare a Napoli, e che belle canzoni si cantavano, e che squadra forte di calcio avevamo, e come i ragazzini avevano il diritto di giocare e divertirsi invece di lavorare, di rubare e spacciare.  Leggevo, oramai senza fermarmi, ché il respiro quasi mi mancava e, mentre leggevo, sembrava che il sogno veramente si poteva realizzare, sembrava che, visto che lo avevo scritto bene, con le parole tutte giuste, prima o poi davvero forse poteva capitare. Ma, leggendo leggendo, pensavo alla testardaggine e alla forza e alla volontà ci volevano per far succedere una cosa così, così difficile, e io mica ce l'avevo, quella forza. E avevo contro mio padre, mia madre e pure gli amici. Ma poi, alla fine, in mezzo all'applauso che mi arrivava in faccia e nelle orecchie, guardai il prof che sorrideva e faceva sì sì con la testa e pensai alle parole che diceva sempre: che sei hai una passione forte, la disciplina poi ti viene


Questa lunga citazione è un assaggio della scrittura di Ferrara, della sua immediatezza, che ha il ritmo dei pensieri e dei sogni del giovane protagonista, ma non pensate che questo vi metta al riparo da svolte crude e inevitabili. E' questa la sua forza: ci fa intravedere una via possibile, ci presenta dei personaggi volitivi, degli eroi del quotidiano e allo stesso tempo ci riporta alla realtà con la violenza di uno schiaffo in pieno volto. Sotto ai nostri occhi si disvela una realtà brutale, inaccettabile e Tonino vi resta impigliato dentro, vittima  e carnefice suo malgrado.
Il libro ha sicuramente il grande pregio di spiegare questo degrado e il tentativo di resistervi a ragazzi molto giovani (di prima e seconda media), stemperando la tematica molto pesante con l'ironia e la tenerezza.
Una lettura veloce ed intensa, che ti porta in alto e ti fa cadere, per poi riprenderti al volo, con il cuore in gola.
Come non sempre scrivo, consigliatissimo.

 
 
 
 

Commenti

  1. Non lo conoscevo, ma ha tutta l'aria di essere una di quelle storie delicate ma d'impatto, per giovanissimi ma non solo, che di tanto in tanto adoro. Del catalogo Einaudi ragazzi, poi, ci si fida: ancora di più, però, delle tue parole. ;)

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    1. Di Ferrara stupendo anche Ero cattivo. Un libro di grande impatto.
      Grazie di essere passato. Ciao da Lea

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  2. Bello. Un eroe laico. Mi piace, mi hai convinta .

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  3. Me lo segno per mio figlio, l'età è quella

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