Le tre del mattino - Gianrico Carofiglio




Trama: Antonio è un liceale solitario e risentito, suo padre un matematico dal passato brillante; i rapporti fra i due non sono mai stati facili. Un pomeriggio di giugno dei primi anni Ottanta atterrano a Marsiglia, dove una serie di circostanze inattese li costringerà a trascorrere insieme due giorni e due notti senza sonno. È cosí che il ragazzo e l'uomo si conoscono davvero, per la prima volta; si specchiano l'uno nell'altro e si misurano con la figura della madre ed ex moglie, donna bellissima ed elusiva. La loro sarà una corsa turbinosa, a tratti allucinata a tratti allegra, fra quartieri malfamati, spettacolari paesaggi di mare, luoghi nascosti e popolati da creature notturne. Un viaggio avventuroso e struggente sull'orizzonte della vita.
Titolo: Le tre del mattino
Autore: Gianrico Carofiglio
Casa editrice: Einaudi
Anno pubblicazione:2017
Pagine:176
Ritrovo quasi per caso, su sollecitazione di una collega che mi ha forzatamente (e la ringrazio) prestato il libro, un autore che in passato ho molto amato. Lo incontro di nuovo, dopo anni, tra le pagine di questo libro e lo "riconosco" in tutti i tratti che di lui ho sempre apprezzato. La raffinatezza, l'eleganza, l'assenza di volgarità, la prosa chiara e di sottofondo la sua voce, con quel timbro che conosco e che mi piace e che ho avuto la fortuna di ascoltato dal vivo a Pordenonelegge e diverse volte alla radio.
Si tratta di un romanzo di formazione, di uno scambio generazionale tra padre e figlio che avviene durante un viaggio di 48 ore a Marsiglia in cui ambedue devono forzatamente restare svegli, in una città che non conoscono e che li accompagna in questa vicendevole scoperta, dentro e fuori sé stessi.
Il ragazzo è un giovane adolescente che per la prima volta vede veramente il proprio padre, lo riconosce come uomo, ne scopre il passato e le peculiarità. Il padre è un professore universitario, un matematico brillante, che vive separato dalla moglie per motivi che sono diversi da quelli che il figlio credeva. C'è sempre un momento, nel confronto generazionale, in cui i figli si rendono conto che i propri padri (o madri) sono anche qualcosa di più di semplici genitori: hanno una vita pregressa, degli interessi, un nucleo unico di originalità che sfugge dalle loro classificazioni. In quel momento si è quasi alla pari, ci si guarda in uno specchio, ma l'immagine non è speculare. Poi quel momento ad un certo punto passa: i genitori diventano anziani, i figli irrevocabilmente adulti e si viene consegnati a nuove categorie.  Carofiglio ci racconta quel momento magico, lo congela in un ricordo di 48 ore, in un viaggio speciale e il racconto è già pervaso dalla malinconia legata all'irripetibilità. Ci sono giornate che vorresti fermare e rivivere all'infinito, ma sai che non torneranno e che sono state significative.
La mia amica Roberta del blog La libreria di Tessa, pur avendo amato il libro (qui la sua recensione) aveva trovato qualche manierismo di troppo. Lei è sempre una fine osservatrice, eppure quei manierismi di cui parla e che forse si riscontrano nelle tante citazioni, nei discorsi sul jazz e in colte conversazioni tra padre e figlio, rendono la lettura ancor più preziosa, anche se meno verosimile. Direi che fa parte del fascino dell'autore e io sono più che ben disposta a lasciarmi incantare. Un libro bello, pulito, venato dal rimpianto.

"Se la gente crede che la matematica non sia semplice, è soltanto perché non si rende conto di quanto sia complicata la vita" (John von Neumann)









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10 commenti:

  1. Aggiunto nella mia lista che ormai è infinitaaaaa

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  2. Carofiglio è uno dei tanti autori a cui non mi sono mai accostata, pur essendo mio conterraneo. Dovrei inserirlo nella lista dei buoni propositi :)

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  3. Ammetto che la tua bellissima recensione mi ha fatto salire la curiosità di leggerlo, ma sarà che io un padre non l'ho avuto e questa curiosità viene affievolita da quest'aspetto e ho paura di non apprezzarlo appieno. Ma una possibilità si concede a tutti, magari in futuro, quando sarò maturato al punto giusto da poterne cogliere le sottili sfumature... :)

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    1. Per ogni libro c'è il momento giusto. Grazie del tuo commento. :-)

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  4. Il mio amato Carofiglio! Sono contenta ti sia piaciuto. Io, proprio in virtù della grande ammirazione che ho nei suoi confronti, mal sopporto quando fa troppo sfoggio di cultura, se lo può permettere e lo fa con garbo, ma preferisco quando lo fa in maniera più sottile. Grazie di avermi citata ;) recensione impeccabile di un libro elegante.

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    1. Ogni tanto mi piace lo sfoggio: la fregatura di un certo tipo di persone è che l'intelligenza richiede sobrietà e moderazione...e intanto di sottofondo quelli che avrebbero meno titoli per parlare, urlano. Io mi gusto Carofiglio, anche se nel mio intimo capisco benissimo quello che intendi. Bacio

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  5. Ciao Lea ho letto con molta attenzione la tua recensione e prima di dire la mia devo assolutamente farti i complimenti! Ho letto "Le tre del mattino" un po di tempo fa e nonostante le tue belle parole io non sono riuscita a interagire con la storia e i protagonisti. Un romanzo di formazione sicuramente, che invita a soffermarsi sul rapporto genitore/figlio ma nel mio caso la "famosa scintilla librosa" (chiamiamola così) non è scoccata!
    Buone vacanze! Rosa

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    1. Forse è stato quello di cui parla Tessa a creare un po' di distanza. Grazie di essere passata e buone vacanze anche a te Rosa.

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