Al mattino stringi forte i desideri - Natasha Lusenti

Trama: Emilia è ferma davanti al grande palazzo. Con lei ha solo poche valigie e i suoi due adorati gatti. Dopo aver perso il lavoro e le redini della sua vita, è lì per ricominciare. Da una nuova casa e da nuovi inquilini da conoscere. Ma l’accoglienza che riceve non è quella che si aspettava. Nessuno sembra badare a lei che si nasconde dietro una frangetta e indossa scarpe basse per non farsi notare.
Eppure Emilia decide che è il momento di spazzare via le insicurezze. È stufa di mancati saluti e fredde frasi di circostanza. L’unico modo per cambiare la situazione è cercare di colpire la curiosità di chi passa sempre davanti alla bacheca del condominio. Proprio lì Emilia appende ogni giorno poche righe in cui racconta le sue sensazioni, i suoi ricordi, le sue speranze. Senza rivelarsi. Forse le scrive per far sentire la sua voce in qualche modo. O forse per donare un po’ di gioia a chi rincorre la vita senza più fermarsi alle cose semplici. Ci deve essere qualcuno che come lei ama il colore giallo, ricorda quella bicicletta su cui sembrava di volare da bambini o ha timore delle cose perse che non si trovano mai più. Ci deve essere qualcuno che sente il bisogno di risponderle. Ma così non è. Fino al giorno in cui trova vicino al suo biglietto una figurina da bambini. Il primo segnale che qualcuno si è accorto di lei. Non ha idea di chi possa essere stato, ma tutti gli indizi portano a quel bambino che ha sempre un libro in mano, con la maglietta di Star Wars e con il padre sempre troppo impegnato al telefono. Solo lui può capire l’importanza dei dettagli. Emilia sente che lui sarà il suo primo amico nel palazzo per poi piano piano avvicinarsi a tutti gli inquilini. Anche se non è facile insegnare di nuovo al cuore a fidarsi dopo che è stato illuso tante volte. Anche se non è facile esprimere i propri desideri per condividerli con gli altri. Emilia scopre che bisogna tenerli stretti per non farli volare via.  
Titolo: Al mattino stringi forte i desideri
Autore: Natascha Lusenti
Casa editrice: Garzanti
Anno pubblicazione: 2018
Pagine: 223

La trama del libro mi ha subito incuriosita: le lettere che ogni giorno Emilia, la protagonista, affigge sulla bacheca condominiale mi restituiscono una sensazione di inaspettato, di solitudine, di desiderio di entrare in contatto con gli altri. Ho immediatamente pensato ad una versione italiana di Amelie e il rischio era contenuto nella stessa promessa. Poteva essere un qualcosa di troppo costruito o di lezioso, di manieristico e invece. Punto. Ho trovato il libro che cercavo nel momento in cui ne avevo bisogno. L'autrice ha aperto l'ennesima finestra nella mia fantasia per farmi entrare nel mondo di Emilia, fatto di colori, ricordi e parole. Stanze vuote da riempire di sensazioni.

"Questa mattina mi sono svegliata pensando alle bolle di sapone. Mi piacciono perché sono poetiche. Sono fragili e sai che si romperanno da un momento all'altro. Svaniranno, e non riuscirai nemmeno quasi più a credere che potevi vedere la luce di tutti i colori dentro una sfera che appena la tocchi smette di esistere. Mi piacciono le bolle di sapone perché sono allegre. Si rincorrono, e giocano a chi può gonfiarsi di più senza esplodere e pensano che non ci sia niente di più importante e di più urgente da fare."

Una storia che contiene dei personaggi ai quali ti affezioni. Un bimbo che disegna Minions con il pennarello lilla, perchè è il colore preferito della mamma che ora vive da un'altra parte, dopo la separazione dal papà (un ragazzo giovane e sempre troppo preso dal proprio telefonino). Una vicina anziana, che pare essere ricoperta da una patina di polvere azzurrina, che forse sono gli anni vissuti e dolorosi, che si sgretolano sulla sua pelle. Un'umanità varia e diversa che appare e scompare ad ogni piano del palazzo nel quale la protagonista è provvisoria.
Il romanzo mi ha sorpresa, è stato come una carezza, di quelle che ti lasci fare, senza imbarazzo, ma chiudendo gli occhi per assaporarle meglio. Avrei voluto abbracciare forte la protagonista o con un pennarello colorato scrivere sulle sue lettere "Mi sono sentita come te, non sei sola."
E' una storia che ti fa venir voglia di fare qualcosa di speciale, che ti fa guardare le situazioni di tutti i giorni con più attenzione e ti chiede di usare maggior delicatezza nel trattare i sentimenti altrui.
Ci si sente quasi spinti a ricopiare una delle lettere di Emilia su un foglio bianco per poi infilarla nella cassetta delle lettere di quella vicina di casa che ci pare sempre tanto triste o scontenta. Viene quasi da credere che si possano operare magie, ma piccole. Come le bolle di sapone, che per un attimo racchiudono l'arcobaleno.
Consigliatissimo a chi accarezza le foglie delle piante, parla ai gatti e segue la danza delle gocce di pioggia sul finestrino della macchina o, come Amelie, infila, furtivamente la mano nei sacchi di fagioli. Gli altri si astengano, è un libro delicato che va trattato con cura.




























CONVERSATION

8 commenti:

  1. Titolo molto bello, ma questi Garzanti spesso me li confondo, me li salto, me li perdo. Per fortuna ti leggo, poi, e segno.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. :-) Pensa se esistesse un rilevatore di buoni libri. Quanto tempo risparmiato. Ovvio che poi quel che è buono per me, magari può non esserlo per altri. E per fortuna.

      Elimina
  2. Mi è piaciuta tantissimo la tua recensione, credo però che non sia il mio di libro

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie Chiara. Peccato però...a volte si può incappare in qualcosa di bello. Io sto aspettando La figlia di Odino. Ih ih

      Elimina
  3. Eccomi, in ritardo, come sempre. io accarezzo le foglie delle piante, parlo ai gatti, ai cani, ai fiori (meno agli umani). Dici che fa per me? Convincente, come sempre!

    RispondiElimina
  4. Una recensione bellissima per un libro altrettanto bellissimo. L'avevo addocchiato già prima che uscisse e credo che sarà una delle mie prossime letture. La tua recensione mi ha chiarito quel che già sospettavo. Devo assolutamente leggerlo!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ne sono felice! E' una storia molto poetica e delicata. :-)

      Elimina

Back
to top