La libreria dove tutto è possibile - Stephanie Butland

Trama: Nel cuore di York, nel Nord dell’Inghilterra, c’è una piccola e fornitissima libreria. È il rifugio preferito della giovane Loveday Cardew. L’unico luogo che sia mai riuscita a chiamare casa. Solo qui si sente al sicuro. Solo qui può prendersi cura dei libri proprio come i libri si prendono cura di lei. Perché è attraverso le loro pagine che la giovane libraia riesce a comunicare le emozioni e i sentimenti più profondi: la solitudine di Anna Karenina; la gioia di vivere di La fiera della vanità; le passioni travolgenti di Cime tempestose. Fino al giorno in cui comincia a ricevere misteriosi pacchi ricolmi dei libri con cui è cresciuta, e inizia a pensare che qualcuno stia cercando di mandarle un messaggio. Qualcuno che, forse, la conosce bene e che conosce anche la sua infanzia, divisa tra una madre assente e una donna che ha cercato di esserne il sostituto. Un’infanzia piena di ricordi difficili. Loveday non ha la minima idea di chi possa essere e del motivo per cui il misterioso mittente si ostini a non lasciarla in pace. Sa solo che non può più continuare a nascondersi e a fare finta di niente: se vuole costruirsi un futuro diverso, migliore, deve affrontare il passato che ha fatto di tutto per lasciarsi alle spalle. Al suo fianco, pronto ad aiutarla a raccogliere tutto il coraggio di cui ha bisogno, c’è il brillante e dolcissimo Nathan, poeta in erba, l’unico che sembra conoscere la strada per arrivare al suo cuore. A poco a poco, con i suoi versi pieni di speranza, riesce a scalfire il guscio che Loveday si è costruita intorno e a regalarle la promessa di una felicità che lei, in fondo, non vede l’ora di afferrare. La libreria dove tutto è possibile è un esordio brillante e originale che ha saputo conquistare il cuore dei librai di tutto il mondo. Nessun’altro romanzo è riuscito a dipingere in modo altrettanto emozionante e delicato la realtà quotidiana di una libreria e la passione di un libraio che, da custode della letteratura, ne fa dono a piccoli e grandi lettori. Perché la libreria è il luogo giusto per trovare la risposta a tutte le nostre domande: basta saper ascoltare e fidarsi di quello che i libri hanno da raccontarci.
Titolo: La libreria dove tutto è possibile
Autore: Stephanie Butland
Casa Editrice: Garzanti
Anno pubblicazione: 2018
Pagine: 316
Non solo non so resistere alle storie che parlano di bibliotecari o di librai, ma da tempo ho alzato bandiera bianca e ammetto di non voler resistere. Li leggo e basta e poi se il libro non è bellissimo,  almeno in  parte mi arriva un pezzettino di quel mondo che amo, il profumo dei libri e delle storie che contengono.
Ho iniziato questo romanzo leggendo l'ebook, ma a pagina 100 ho deciso che dovevo proseguire la lettura su una copia cartacea, per sottolineare e fotocopiare delle frasi e per sentirlo veramente mio.
E' un libro che mi è piaciuto moltissimo e che mi ha sedotta in modo lento e progressivo. Vorrei però lamentarmi con chi  ne ha tradotto il titolo: il titolo originale è Lost for Words e rende assolutamente molto, ma molto meglio l'essenza della storia. Oltre ad essere una canzone dei Pink Floyd, Lost for Words è quello che siamo noi amanti dei libri. PERSI NELLE PAROLE. Felicemente smarriti all'interno delle storie.
Le storie sono un balsamo che lenisce, un modo di essere che ci definisce e ci spiega, una corazza che ci difende dalla realtà e il libri possono anche essere un spada con la quale andiamo in battaglia, giorno dopo giorno, in  questo mondo. Lo sa bene Loveday, la protagonista del libro, che ad ogni capitolo ci svela un frammento della sua dolorosa storia che l'ha portata ad affrontare l'inimmaginabile. Loveday seppur giovane ha subito un danno e la sua vita non riesce a svilupparsi come la sua giovane età meriterebbe ed esigerebbe. Lei è chiusa, introversa, un filino misogina: una creatura dark dalla pelle diafana ricoperta di tatuaggi, che altro non sono che gli incipit dei libri che ha amato. Quei libri l'hanno salvata e lei porta sulla pelle la magia delle loro parole. Questo mi ha incantata.
"Non si poteva proprio andare a passeggio quel giorno"
"In principio non erano i bambini della ferrovia!"
"Il libro era spesso e nero e coperto di polvere"
"Si alza in piedi nel giardino in cui ha appena lavorato e guarda in lontananza"
 
Loveday se deve parlare del suo passato è afasica, riesce ad esprimersi solo attraverso i libri che ha amato. Ci regala uno scampolo della sua storia un capitolo alla volta e per gradi ci porta dal racconto di una vicenda familiare ed affettuosa ad un accadimento tragico, in una lento dissolvimento della realtà che amava. Questa storia è un puzzle che si compone con lentezza, disseminato di indizi e di citazioni. E' la storia di una famiglia prima di tutto, la storia di una dolorosa infanzia e di una nerissima adolescenza, ma anche il racconto di una lenta rinascita.
Nel libro troverete anche Archie, un libraio irresistibile, e Nathan con le sue poesie e altri personaggi interessanti, ma questo romanzo per me è stato qualcosa di diverso, che è andato oltre alle situazioni da topo di biblioteca che mi piacciono: c'è un fulcro più vero e sensibile, una ferita aperta che la protagonista cerca di curare con i libri e le parole.
Il finale devo ammettere che non mi ha soddisfatta in pieno, ma non è stato un problema, considerato che il percorso è stato così ricco di suggestioni.
Di questo libro ricorderò Lovedy, Possessione di Antonia Byatt, la spiaggia di Withby che un giorno visiterò, le poesie di Nathan, le collane di giaietto, le manie di Archie e molto altro. Inoltre ricorderò di leggere sempre i titoli originali dei libri, di scrivermi le frasi che mi piacciono sulle braccia come Gioia Spada di Galiano e non dimenticherò che la comunità dei libri è grande, circolare e piena di rimandi e che i libri comunicano con noi e tra di loro, in forme misteriose, ma che ci aiutano a rendere questa vita più bella.
Infine, per non prendermi troppo sul serio che è sempre un buon esercizio, ricorderò di me e di tanti miei amici che i nostri argomenti di conversazione sono molto spesso i seguenti:

1. I libri che hai letto e ti sono piaciuti e perché,
2. I libri che hai letto e non ti sono piaciuti e perché,
3. i libri che vorresti leggere a non hai ancora letto e perché,
4. I libri che hai deciso di non leggere e perché,
5 I clienti (gli utenti).
 




CONVERSATION

9 commenti:

  1. Di solito diffido dei romanzi che contengono "librerie e/o libraie" nel titolo, ma su questo, visto anche il titolo originale, ci faccio un pensierino! Bacio.

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    1. Altrimenti ti riassumono i tratti salienti e ti fotocopio i brani che mi sono piaciuti! ;-)

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  2. É il mio genere. Lo metto in lista. Arrrgh non devo più leggere i blog... Troppi libri. AIUTO

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    1. Noooo, resta con noi Patrizia! Se vuoi la prossima volta ti parlo di un libro brutto brutto.

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  3. Ciao, sembra davvero una bella lettura... mi ispira :-)

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  4. E niente... quando ho letto che il titolo originale del libro è lost for words, mi è partita in testa la canzone dei pink Floyd e mi è rimasta come sottofondo a tutta la tua recensione. Devo ancora finire il libro che purtroppo ho letto a singhiozzo e non ho potuto coglierne tutti i particolari .. però leggendo le tue parole sono riuscita a "rimettere tutto in ordine ".. grazie.. e intanto spero di finirlo.. e da domani in auto ritornano i Pink Floyd 💖

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    1. I Pink Floyd ritornano alla grande dopo il libro di Galiano!
      Un bacio da Lea

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  5. Io non so resistere ai libri che parlano di libri, quindi aggiungere alla lista infinita! 😂😂

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