In viaggio contromano - The Leisure Seekers - Michael Zadoorian

Oggi vi parlo di un libro che volevo leggere da tempo e complice l'uscita del film (che non ho ancora visto), finalmente mi sono decisa.
E dopo aver chiuso l'ultima pagina mi sono data della stupida (ho già fatto da me, non serve che infieriate) per non averlo fatto prima.


Titolo: In viaggio contromano - The Leisure Seeker • Autore: Michael Zadoorian • Editore: Marcos y Marcos • N.pagine: 282 • Anno di pubblicazione: 2009 • Copertina flessibile € 16,50

TRAMA
Poche storie, Ella e John hanno deciso: partiranno. Chi se ne frega dei divieti e delle ansie dei figli, al diavolo medici, paramedici, rompiscatole che ti ammorbano a suon di esami prescrizioni precauzioni. Ella ha più problemi sanitari di un paese del Terzo mondo, John non ricorda come si chiama sua moglie, ma insieme "formano una persona intera". Di cose grandiose, se ne possono fare anche all'ultimo round. Anche dopo una vita che non ha nulla di straordinario. E allora? Si parte e stop. In barba a ogni cautela, ogni pallosa ragionevolezza, a ottant'anni suonati Ella e John balzano sul loro camper - un vecchio Leisure Seeker - e attraversano l'America da Est a Ovest. Partendo da Detroit, puntano dritti a Disneyland, lungo la mitica Route 66. Un vero e proprio viaggio contromano a base di cocktail vietati, hippies irriducibili, diapositive all'alba, malviventi messi in fuga. Un inno alla Strada, un caleidoscopio di paesaggi strepitosi e cittadine fantasma, ansie, sogni,paure; quello che è stato, che si è amato, quel che è qui e ora e più non sarà... perché la vita è profondamente nostra, teneramente, drammaticamente grande, fino all'ultimo chilometro


Un romanzo delicato, malinconico, tenero, ma anche ironico e con parti decisamente divertenti, struggente per il messaggio che porta in sé, ma senza mai cadere nel pietismo o nella retorica.
Un viaggio lungo una vita, quello che compiono Ella e John a bordo di un camper malandato come loro, lei malata terminale di cancro, lui malato di Alzheimer che un giorno sì e l'altro pure si guarda intorno e chiede ad Ella "Siamo a casa?".

"Guardo il mio braccio, scorro le dita sui milioni di piccole pieghe che coprono la mia pelle come righe infinite di una calligrafia sbiadita. C'è scritto qualcosa ... ma io non sono in grado di leggerlo."

Questa è Ella, una donna forte e determinata, che nonostante il corpo non la assista più, lotta con tutte le forze residue, aiutandosi a colpi di "pilloline blu" per non sentire il dolore, pur di portare a termine il suo folle piano: percorrere tutta la Route 66 dal Michigan fino a Santa Monica, all'oceano dove la 66 muore. E poi Disneyland, la tappa finale.
Ho letto pareri critici sul fatto che sia inverosimile che una coppia così mal assortita possa intraprendere un viaggio simile, ed effettivamente il ragionamento fila, ma questa è solo una lettura superficiale, un pretesto per far fare al lettore un viaggio lungo tutta la vita di questa coppia che ha condiviso qualsiasi cosa, dagli istanti più felici ai momenti più cupi e ne è uscita rafforzata nello spirito, pur se fiaccata nel fisico. 

"Quello che mi atterrisce è l'idea di John che si ritrova solo passata la crisi. L'idea di uno di noi due senza l'altro."

Un amore capace di dare forza all'altro, consapevole che al proprio fianco c'è chi lo sostiene e lo completa, poco importa se la malattia lo ha portato a fare scenate isteriche e un momento dopo sciogliersi in lacrime, o a non curare più la propria igiene personale, o a non riconoscere più la propria immagine nello specchio, perché la persona che è al suo fianco riconosce la sua anima e la completa con la propria.

"Sa chi sono. Sa che sono la donna che ama, che ha sempre amato. Non c'è malattia, non c'è persona che te lo possa togliere, questo."

È con questa forza che Ella decide di trascinare John attraverso l'America contro il parere medico e il volere dei propri figli, che minacciano di chiamare la polizia ogni volta che si sentono al telefono.
E qui sorge un'altra riflessione: è giusto mettere in apprensione i propri cari per fare una vacanza? È giusto andare contro la volontà dei figli che temono il peggio per soddisfare un proprio bislacco desiderio? La risposta è contenuta nell'ultima frase del libro ed è quello che ognuno di noi dovrebbe tenere a mente quando si rapporta con persone anziane all'apparenza cocciute e capricciose:

"Non è sempre questo che significa l'amore, ma è quello che significa per noi oggi. Non sta a voi giudicare."



Commenti

  1. Bacciiiiiiiiiii, Bacciiiiiiinaaaaaaaaa, metti in valigia! Hai messo? Metti subbbbito che poi ti dimentichi!

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    1. Metto in valigia quando faccio la valigia. Tanto so che me lo ricorderai ogni giorno...

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    2. Tuuuuutti i giorni per tuuuuuuutta la vita!

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  2. Ciao! Questo libro mi fa pensare molto ad "Up", il film d'animazione! Deve essere davvero un bel romanzo!

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    1. Ciao Piera, sicuramente ricorda Up per l'intensità dei sentimenti e la tenerezza che ispira.
      Un abbraccio

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  3. Io volevo andare a vedere il film 😊...perché non organizziamo una serata e andiamo a vederlo insieme con la Lea e con chi vuole aggregarsi? Buona giornata. Cinzia

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  4. Adorabile e struggente.
    Non male anche il film, no, anche se Virzì all'estero non l'ho visto troppo a suo agio. Ma Sutherland... Oh, Sutherland. <3

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    1. Devo vederlo! Le aspettative, soprattutto sui protagonisti, sono alte!

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