L'età ingrata - Francesca Segal

Trama: Julia e James, 46 e 52 anni, si innamorano come due adolescenti. E intanto altri due adolescenti, Nathan (il figlio diciottenne di James) e Gwen (la figlia sedicenne di Julia) si danno diabolicamente da fare per tendere trappole ai genitori, nel tentativo di mandare all'aria una storia d'amore che li costringe a una coabitazione forzata e odiosa, data la reciproca incontrollabile avversione. Chiunque abbia familiarità con le dinamiche dell'innamoramento, e non solo adolescente, capirà subito che l'ostilità dei due ragazzi prelude al sentimento opposto: chiunque tranne i due amorevoli e soi disants attenti genitori, che, oltre a sorprendersi della svolta che prendono le cose, non sanno come arginare la tempesta ormonale dei due ragazzi. E soprattutto non ipotizzano la più normale delle conseguenze di numerosi rapporti intimi in poche settimane: sotto il naso dei genitori, ostentatamente e tassativamente avversi alla relazione ma troppo presi dalla loro per far attenzione ai figli. In realtà James e Julie sono stati sempre molto attenti ai figli, anche troppo. E hanno commesso l'eterno errore di crederli quello che volevano che fossero invece di due «persone» diverse dalle loro legittime aspettative.
 
Titolo: L'età ingrata
Autore: Francesca Segal
Casa editrice: Bollati Boringhieri
Anno pubblicazione: 2017
Pagine: 359
 
 
 

L'età ingrata del titolo si può leggere in più modi: è ingrata nell'accezione comune riferita all'adolescenza, quel periodo della nostra vita che è contrassegnato da tempeste ormonali, brufoli e sbalzi d'umore, momenti in cui il tuo corpo cambia e tu non ne hai il controllo e ti senti un pilota alla guida di una macchina infernale. E poi è ingrata nel senso più vero del termine perché l'adolescente è un essere egocentrico all'ennesima potenza che non riconosce altre esigenze, sentimenti ed emozioni che non siano i propri, un individuo che considera i genitori come dei satelliti che girano intorno a lui, senza null'altro da fare che accontentarlo, compiacerlo, consolarlo, salvo poi rendersi invisibili quando la vita lo chiama sul palcoscenico, in cui ovviamente non c'è posto per comprimari. Da come sono acida potreste erroneamente pensare che io abbia figli adolescenti e invece no, vi stupisco, è solo merito del libro. I due figli dei protagonisti sono talmente irritanti che hanno gettato un'ombra sulle ancora angeliche faccine dei miei pargoli. Potere della buona letteratura che riesce a farti immaginare il futuro, ti spiega con chiarezza certe dinamiche familiari.
Julia e James si amano e la vita ha dato loro una seconda possibilità: lei vedova e lui divorziato si compensano e desiderano come mai era capitato loro. Eppure i rispettivi figli riescono ad avvelenare ogni momento e la rappresaglie iniziali sfociano in un dramma inimmaginabile. Che poi forse non è dramma, ma un'onda di marea che butta all'aria tutto per poi tornare un mare piatto, ma non calmo, non sereno, non pacificato. II nonni dei giovani non se la cavano meglio: traballanti sulle gambe, orgogliosi e corretti al limite del possibile sono lontani dall'aver trovato la pace nella vita e quella dei sensi. L'amore e la mancanza dello stesso, il tentativo di trovare un giusto modo di rapportarsi alle cose, nulla resiste all'urto dei sentimenti, alle urgenze del sentimento. Romanzo raffinato e ben scritto scandaglia l'animo umano, spiega, analizza solo per lasciare il lettore confuso. Quando ci sono di mezzo i figli non esiste modo di mantenere la razionalità: sono un pezzo di noi e nessuno potrà donarci uno sguardo obiettivo con cui vederli. Chi tenterà di farlo si renderà solo colpevole, portatore di una macchia indelebile che non riusciremo più a guardare senza provare disgusto.
 
"Era rincasato furioso quanto lei [...] Furioso con Nathan, ancora più furioso con Gwen, arrabbiato con Julia testimone del comportamento cinico e immaturo del figlio. Lo aveva sorpreso in un momento di imperfezione, e sapeva per esperienza che quando uno di loro assisteva alle idiozie del figlio dell'altro questo diventavano ben presto imperdonabili."
 
Il finale dolce amaro forse si apre alla speranza, ma comunque non lenisce la pena.
Veramente un bel libro che non può aiutare chi è nell'occhio del ciclone, ma fa tirare un sospiro di sollievo a chi sta a riva, in un porto sicuro.
 
 

 

CONVERSATION

7 commenti:

  1. Come sai ho appena finito il romanzo precedente di questa autrice, La cugina americana, che è molto interessante per ambientazione, ma meno appassionante dal punto di vista delle emozioni. Forse era meglio iniziare da questo! Lo leggerò più avanti!

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    1. Ciao Tessa,
      la cugina americana l'ho comprato per la biblioteca, ma non ho mai avuto veramente voglia di leggerlo. Questo invece aveva una trama che sembrava toccarmi da vicino. Come mamma certe domande me le pongo spesso: dove finisco io e dove iniziano loro? mah. Intanto leggo e ci penso.
      Lea

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  2. Già sai, mollato presto in attesa di tempi migliori. Felice che tu l'abbia apprezzato maggiormente ;)

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    1. L'ho prestato ad una amica con figli quasi ventenni: chissà come lo troverà. Secondo me questo libro è più adatto a dei lettori adulti. I due giovani protagonisti sono insopportabili eppure allo stesso tempo così veri. Questo romanzo mi ha fatto riflettere sul fatto di essere madre e di essere figlia: leggendo giocavo in tutti i ruoli e nessuno era soddisfacente.

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  3. Il tema mi tocca, ultimamente, e il romanzo mi incuriosiva da tempo. Mettici anche la tua bella recensione...

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    1. Voi giovani però non ne uscite benissimo, anche se in realtà il tuo percorso è molto diverso da quello di Nathan e Gwen. Dipende da quanto potrebbe infastidirti il ritratto che ne viene fatto. Cecilia ad esempio lo ha mollato.
      Nel caso leggerò con tantissimo interesse la tua recensione!

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