Non parlare con la bocca piena - Chiara Francini


TRAMA
Bello sapere che si può tornare. Che a ogni passo falso, nella vita, i genitori sono pronti a riabbracciarti con un calore che gli anni non hanno mai attutito né tanto meno spento. Per Chiara, questo calore profuma di caffè e canta sulle note della Vedova allegra. Perché i suoi genitori sono così, loro che l’hanno tirata su in amorosa allegria, le hanno costruito attorno un mondo da fiaba e hanno trattato la vita come una partita a tombola a Natale: leggera. 
Chiara ha appena lasciato Federico, il loro nido e i gatti. Il suo essere una donna fallica le ha impedito di portare avanti pure questa storia. E sì che stavolta si era impegnata. Ora il dolore le morde il cuore. Anche le donne come lei soffrono. Ma niente, non ce la fa, ed eccola a suonare il citofono a papà, a trascinarsi su per le scale i due trolley, ad addolcire la vita masticando Galatine per consolarsi un po’. Come le hanno insegnato fin da piccola. 
Meno male che, a casa dei suoi, Chiara ritrova tutto com’era, la cameretta rosa da principessa, l’albero di Natale acceso a ogni stagione, le riviste anni Novanta, gli amici di famiglia chiassosi e colorati. E naturalmente la matura armonia d’amore fra i suoi genitori. Un amore che ha superato tante prove, un amore coraggioso e per nulla convenzionale, un amore disinteressato e forte che ha sconfitto i pregiudizi, spesso con il fendente di una risata. Ma anche un amore buffo e capace di curare le ferite della vita (pure quelle che non si rimarginano perfettamente e lasciano la cicatrice). Una vera scuola d’amore, da cui Chiara avrà ancora molto da imparare.

Titolo: Non parlare con la bocca piena • Autore: Chiara Francini • Editore: Rizzoli • N. pagine: 279 • Anno di pubblicazione: 2017 • Copertina rigida: € 18,00 • Ebook: € 9,99



Ho acquistato questo libro dopo aver assistito alla presentazione a Pordenone Legge, dove Chiara con la verve che la contraddistingue, ha parlato di amore e di famiglia.
Proprio questo è il fulcro del suo romanzo: la famiglia che accoglie, ama, protegge, cazzia anche, quando ce n'è bisogno. E questo succede in tutte le famiglie, qualunque sia la loro composizione.
Chiara, la protagonista del libro, infatti, cresce in una famiglia "diversa", ma solo per quella che è l'accezione comune di questo concetto: a lei non sono mai mancati l'amore e il sostegno che distinguono una buona famiglia da una meno buona, anche se i suoi genitori si chiamano Angelo e Giancarlo. 
Nel momento peggiore della sua vita, quando si sente intrappolata in una convivenza troppo perfetta per lei, che è tutto fuorché perfetta, con un uomo che la ama alla follia, che farebbe qualsiasi cosa per lei, un uomo per l'appunto perfetto, dopo aver trangugiato una manciata di Galatine, torna al suo solo e unico rifugio: la casa dei suoi papà, dove ritrova la sua vita da bambina accanto a due uomini meravigliosamente imperfetti. Attraverso capitoli brevi e concitati, Chiara ci racconta la sua infanzia e la sua adolescenza, con i pranzi domenicali rallegrati dalla presenza delle Supreme, gli amici storici dei suoi genitori

"Coltissime, cattive, tenere, furibonde, amorose e spietate. Avevano i background più incredibili, gli stili di vita più stupefacenti, i ricordi più miseri, ammirevoli e sconcertanti. Tutti però erano accomunati da una fierezza materna, una concezione dell'amicizia liturgica e un amore celeste per Chiara. Anche se lei l'avrebbe preferito arancione."

Loro sono sempre state i migliori consiglieri di Chiara, sempre pronte per un abbraccio consolatorio, una pacca sulla spalla e una tirata d'orecchie. Un gruppo di adorabili zie, che all'anagrafe sono zii.
Di capitolo in capitolo vediamo Chiara crescere e trasformarsi in una donna complessa, che nasconde le sue fragilità dietro una maschera da dura che toglie solo quando è tra le braccia della sua famiglia. 
Confesso che questa lettura non mi aveva convinta del tutto, fino quasi alla fine. Ma quando un avvenimento stravolge le vite di tutti i protagonisti, il registro cambia e i fili colorati che sembravano destinati a rimanere sparsi tra le pagine, si riuniscono a dare una chiave di lettura univoca ai vari accadimenti. E trova spiegazione anche la "dipendenza" di Chiara dalle Galatine, in un episodio che mi ha commossa fino alle lacrime e che mi commuove ogni volta che lo rileggo. 
Una Galatina ti proteggerà. Lo sa Chiara e ora lo so anch'io. Come so che 

"Il pregiudizio è più burocratico che umano"




CONVERSATION

6 commenti:

  1. Ciao Stefy, avevo adocchiato questo libro da un po' e lo avevo inserito in WL. Con la recensione mi hai convinta ancora di più. Mi piacciono le storie che ruotano attorno alla famiglia :)
    Buone letture, Anna

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    1. Ciao Anna, anch'io lo puntavo da quando è uscito. Poi ho assistito alla presentazione e l'energia di Chiara mi ha conquistata! Devo dire che ho un po' faticato all'inizio perché la narrazione è come lei: un fiume in piena, ma arrivata alle battute finali mi ha veramente commossa.
      Buone letture anche a te, bacio

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  2. Ti dico la verità.
    La Francini l'ho sempre trovata bellissima e simpatica, ma onestamente mi pare spesso un pesce fuor d'acqua. Presenta, recita qui e lì, ma non mi pare mai nel suo, o sarà un'impressione mia. Adesso è anche scrittrice. Spero di metterla a fuoco qui, così, perché il libro è una di quelle storie familiari che piacciono a me e la tua bella recensione mette la pulce nell'orecchio. :)

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    1. Ciao Michele.
      Posso dirti che l'impressione che non sia nel suo l'ho sempre avuta anch'io e per tre quarti di libro ne ho avuto conferma, salvo poi ricredermi nella parte finale. Lo stile narrativo la rappresenta a pieno, ma la storia che racconta è di quelle belle, se si ha la pazienza di ascoltarla fino in fondo.

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