[Questa volta leggo...] Chi ha rubato Annie Thorne? C. J. Tudor

Trama: Arnhill, piccolo villaggio di miniera inglese. Nel 1992 una banda di quindicenni trova l'ingresso ai cunicoli. Scendono in cinque: Hurst, la mente; Fletch, il braccio; Chris, la bussola; Marie, l'affascinante fidanzatina di Hurst; e Joe Thorne. Si imbattono in un ossario di bambini, sepolti laggiù da chissà quanto tempo. Ma non sono soli. Annie, la sorellina di otto anni di Joe, li ha seguiti fin lì. E quando un'altra presenza si manifesta, vomitando milioni di scarafaggi dai teschi, dalle ossa e dai crepacci del terreno, tutto precipita. Nella confusione della fuga, qualcuno sferra un colpo mortale alla testa di Annie. Nonostante gli altri lo abbiano abbandonato chiudendosi la botola alle spalle, Joe riesce a tornare a casa. Due giorni dopo, torna anche Annie. Nessuno sa dove sia stata. Oggi, venticinque anni dopo quel giorno e infrangendo la promessa che aveva fatto a se stesso, Joe ha deciso di rimettere piede a Arnhill. A convincerlo a intraprendere il viaggio è stata un'email anonima: So cos'è successo a tua sorella, gli hanno scritto. Sta succedendo di nuovo
Titolo: Chi ha rubato Annie Thorne?
Autore: C. J. Tudor
Casa editrice: Rizzoli
Anno pubblicazione: 2019
Pagine: 351


Oggi un nuovo appuntamento della rubrica "Questa volta leggo..." ideata dai blog La lettrice sulle nuvole  e  Le mie ossessioni librose. Per il mese di marzo è stato scelto un ...thriller!!!! Inizialmente avevo pensato di parlarvi di "Donne che non perdonano" della Lackberg, ma la scorsa settimana ho visto in libreria il nuovo libro della Tudor e ho non ho saputo resistere. L'uomo di gesso, il suo primo romanzo, mi era piaciuto molto ed ero curiosa di vedere se la seconda prova (la più difficile) sarebbe stata all'altezza delle aspettative. Promossa a pieni voti, almeno per quanto mi riguarda. Peccato solo per titolo e cover, assolutamente deludenti: se non avessi individuato il nome dell'autrice non avrei degnato il libro di una seconda occhiata.

Non so se chiamarlo thriller, paranormal thriller o horror, ma in fondo cosa importa? Sono solo definizioni e per quanto valgono, possiamo anche appiccicarle tutte sulla brutta copertina del libro, per renderla meno incolore. Mentre leggevo tante sensazioni si alternavano dentro di me: schifo, disgusto, tenerezza, paura, rabbia, rimpianto...e un pizzico di divertimento. Joe, la voce narrante, non è una persona dall'animo limpido ed anche un bugiardo. Però è simpatico. Dopo 25 anni torna nel paesino della sua infanzia per motivi che non sono chiari. Forse vuol scoprire cosa è successo alla sua sorellina di otto anni, che dopo essere scomparsa dentro le gallerie di una miniera in disuso è tornata molto diversa da quella che era. Oppure ha altri motivi nascosti? Regolare i conti con qualcuno? Far luce su se stesso?
In un crescendo di fatti non solo misteriosi, ma fortemente disturbanti veniamo riportati nel passato, tra atti di bullismo e di prevaricazione e forti affetti. Come nel precedente romanzo i piani temporali sono due, ma in questo li ho trovati entrambi appassionanti. La violenza del passato torna nel presente, stemperata da una forte ironia. Joe è  un personaggio che si impone, un simpatico bastardo, verrebbe da dire. Non perde il suo ghigno ironico fino alla fine e non si scompone per pestaggi, spiriti malefici o scarafaggi che salgono dal water. La sua sensibilità  in fondo è morta tanto tempo prima, insieme ad Annie. Ma cosa è accaduto veramente alla sua sorellina?
La vita funziona così. E' questo il problema: non ti dà mai un avvertimento. Non ti offre mai un indizio, non ti mette in guardia, non ti dice: Questo potrebbe essere un momento importante. Quindi magari fermati un attimo e pensaci bene, gustatelo. No, non ti fa mai capire che dovresti aggrapparti con tutte le tue forze a quell'attimo. Dopo è già tardi. L'attimo ti è scivolato tra le dita. Annie trotterellò via - felice, innocente, senza una sola preoccupazione al mondo - e io non avevo idea che sarebbe stata l'ultima volta che l'avrei vista così.

Quello che spaventa nel libro non è la parte paranormale o horror. No, quello che impressiona è l'animo guasto dei ragazzini, le dinamiche di potere che li dominano, i ruoli che incarnano senza nemmeno tentare una ribellione. Sono tutti attori di un copione già scritto, malato e perverso che potrà portare solo ad un tragico finale. L'orrore è dentro di noi e forse le scene più rivoltanti (ma sono un po' delicatina, quindi non spaventatevi) sono solo la metafora di tutto questo marciume che dall'interno si riversa fuori, a contaminare il mondo.
Non mi stupisco che in copertina King dichiari "Se vi piacciono i miei libri amerete anche questo". Non so se l'abbia proprio scritto King, ma concordo. Nonostante alcuni dettagli da perfezionare (finale doppio un po' troppo a sorpresa ed epilogo da brivido, a mio avviso) questa autrice mi affascina per il suo immaginario e anche per il sorriso volutamente perverso che sfoggia nella foto. I peggiori incubi sono appena appena nascosti dalla patina della quotidianità e la Tudor ha il dono di renderli visibili. Non è un bel vedere, ma sembra quasi presentarcelo con piglio filosofico, irriverente. La vita deve comunque andare avanti, crudelmente, lasciando indietro chi non ce l'ha fatta.

Mi raccomando: se le blatte vi turbano molto...lasciate perdere.


Ed ora vi incollo qui il calendario del mese di marzo. Un mese da brivido! La prossima recensione è quella di Stefania. Non perdetevela.






Commenti

  1. ok le blatte mi fanno seriamente schifo e questo per me è un deterrente alla lettura, però però la tua recensione mi intriga troppo per fermarmi davanti agli insetti io segno e poi si vedrà.

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  2. A me blatte, topi, ragni e serpenti mi fanno ribrezzo. Comunque dalla recensione prima che citassi King mi sono detta "questo libro con questi bambini mi ricorda It" e a quanto pare non mi sono sbagliata di molto. Gli horror non sono di mio gradimento quindi passo

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  3. Lo sto finendo, ormai vedo blatte in ogni dove, mi sa che non è il libro per me! Peraltro concordo su tante cose che hai scritto. Baci.

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  4. Per fortuna non sono schizzinoso, no.
    E, soprattutto, ce l'ho già sul comodino! Reduce da un'altra lettura dai toni forti, recensita proprio oggi, lo leggo tra un po'. :)

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    1. Chissà se lo troverai un passo indietro rispetto all'uomo di gesso. Certo non è un passo in avanti, però lo stile mi garba.

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  5. Per quanto sui Thriller ci vado cauta (anche se mi piacciono molto), questo che riguarda dei ragazzini mi attira da morire.

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  6. Okay, le blatte mi fanno proprio schifo ma questo libro continua ad attirarmi un sacco! Lo tengo in tbr.

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    1. Le blatte sono proprio rivoltanti. Uno dei miei incubi peggiori.

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  7. È proprio il riferimento a King che mi frena, ma la tua recensione mi ha incuriosita

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    1. Peccato non ti piaccia King. L'ho scoperto tardi, ma ora non posso farne a meno.

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  8. Non ho ancora letto il primo dell'autrice quindi il secondo dovrà aspettare!

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    1. Le due storie sono autoconclusive. Forse ho preferito l'uomo di gesso, ma di poco.

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  9. Questo è già in tbr, devo solo trovare il tempo di leggerlo

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  10. Veramente interessante, non è assolutamente il mio genere ma, caspiterina, la tua recensione mi ha conquistata!

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    1. Grazie Cristina. Effettivamente i pareri su questo libro sono contrastanti, ma io l'ho gradito nonostante i difetti. Attrazione e repulsione, mix interessante.

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  11. La tua recensione è davvero interessante! Questo me lo segno...

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    1. Ecco qui una persona coraggiosa che non teme le blatte! ;-)

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  12. Mi è venuta paura solo a leggere la tua (bellissima) recensione! Ma se divento coraggiosa,lo leggo volentieri 🤣🤣

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    1. Fa paura e allo stesso tempo fa ridere. L'autrice è proprio un bel tipo.

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  13. L'uomo di gesso l'ho mollato, quindi se l'autrice è la stessa non penso di provarla anche se la tua recensione è molto bella

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    1. Grazie. Se non ti è piaciuto il suo primo romanzo fai benissimo a non leggere questo. Ciao

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  14. uhm non credo faccia per me..bella recensione però

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